Per l’intera giornata di ieri, la Centrale Operativa 118 di Torino ha coordinato una complessa e delicata catena di operazioni legate al sistema trapianti. Un lavoro intenso, durato oltre dodici ore, con un obiettivo chiaro: salvare la vita di chi attende un organo e onorare fino in fondo il dono straordinario di chi ha scelto di donare.

Una mobilitazione straordinaria

Le prime attivazioni sono scattate nel cuore della notte. All’1:27 è stato organizzato il trasferimento di un’équipe di espianto giunta da fuori regione per il prelievo di un cuore, con successiva ripartenza dall’aeroporto di Caselle in mattinata. Poco dopo, intorno alle 2, la Centrale ha coordinato il trasferimento di due équipe dirette all’ospedale di Ivrea per il prelievo di fegato e polmoni. Alle 3 un’ulteriore attivazione ha riguardato l’arrivo da Milano di un’équipe di epatochirurghi impegnata nel prelievo di un fegato.

Un lavoro serrato, svolto in raccordo con il Centro Regionale Trapianti Piemonte e Valle d’Aosta, per garantire tempestività, precisione e massima efficienza in ogni fase delle operazioni.

Il supporto della Croce Rossa Italiana – Comitato di Torino

In questo complesso sistema organizzativo, la Croce Rossa Italiana – Comitato di Torino ha fornito il proprio contributo occupandosi del trasporto delle équipe trapianti, assicurando rapidità e sicurezza negli spostamenti del personale sanitario.

Tra le operazioni più articolate, alle 8:30 è stato organizzato – anche grazie al supporto logistico della Croce Rossa – il trasferimento verso Aosta di due équipe impegnate in un prelievo di ossa e cute, intervento che richiede il movimento simultaneo di numerosi medici e attrezzature dedicate. Nel primo pomeriggio, alle 13:30, è arrivata un’ulteriore richiesta per un nuovo prelievo di cuore, sempre ad Aosta.

Tutti gli altri aspetti sanitari e clinici sono stati gestiti dalle Aziende Sanitarie coinvolte, in un lavoro di squadra che ha visto operare in stretta sinergia istituzioni, professionisti e operatori del sistema sanitario regionale.

Cinque vite, una rete che funziona

In poche ore sono stati resi possibili cinque doni di vita. Dietro ogni trapianto c’è una macchina organizzativa complessa, fatta di coordinamento, tempestività e collaborazione tra strutture diverse. Ma soprattutto c’è una rete di donne e uomini che, anche quando la città dorme, lavorano senza sosta per trasformare un gesto di generosità in una nuova possibilità di futuro.

Anche in questa occasione, la CRI Torino ha confermato il proprio impegno al servizio della comunità, mettendo a disposizione mezzi, competenze e professionalità a supporto di un sistema che salva vite.